Sampietrino © ph Valentina Cinelli

La Querelle

Il Tempo – martedì 1 agosto 2006
di Francesca Mariani
SAMPIETRINI LA QUERELLE ARRIVA IN PARLAMENTO

Inizia oggi la prima fase di smantellamento dei sampietrini in via Bissolati e largo di Santa Susanna e la polemica sull’eventualità o meno di conservare la storica pavimentazione romana finisce in Parlamento. L’intento è quello di stimolare un’iniziativa legislativa mirata alla tutela «dei beni e dell’identità storica e culturale del nostro Paese». A prendere carta e penna e scrivere a tutti i parlamentari è il presidente dell’Istituto Italia, Giuseppe Sorrenti, che aveva già sollecitato, finora senza esito, un intervento del ministro ai Beni culturali, Francesco Rutelli. «Il nostro Istituto – scrive Sorrenti – ha come finalità, tra le altre, la tutela e la promozione delle questioni sociali, economiche e culturali legate al sistema Italia. Il 60% delle ricchezze archeologiche, storico, culturali mondiali alberga nello stivale di terra posto al centro del Mediterraneo e chiamato Italia. Questo patrimonio culturale, materiale ed immateriale, fa dell’Italia un paese unico al mondo ed influente sotto il profilo culturale. Chiediamo, oggi, la tutela del sampietrino, elemento urbanistico, storico, culturale identificativo della Città Eterna da circa 500 anni. Questi sono i valori che difendiamo e che sono patrimonio di tutti gli italiani, senza questioni ideologiche di sorta, e per i quali auspichiamo che Parlamento e Governo intervengano con le iniziative che ci siamo permessi di suggerire». Intanto il sindaco Veltroni interviene, rassicurando: «manterremo i sampietrini nelle aree pedonali e dove esiste una ragione storica consolidata, andremo a sostituirli negli altri casi, soprattutto se provocano disagi e minano alla sicurezza della viabilità». La polemica avviata in questi giorni è tuttavia solo un primo «assaggio» di ciò che potrebbe accadere in autunno, quando si dovrà decidere, finalmente, sul futuro di via Nazionale, tra le più degradate, nonostante la sua posizione centrale e strategica, della città. In quel caso però, oltre al fronte dei cultori del sampietrino, potrebbero scendere in campo anche i commercianti, ben poco propensi a dover subire per lunghi mesi i disagi dovuti ai lavori di rifacimento del manto stradale. Insomma, le premesse affinché il sampietrino diventi un vero e proprio «caso» politico, ci sono tutte.

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