Sampietrino © ph Valentina Cinelli

Romeo, l’inchiesta arriva a Roma

ROMA – URBANISTICA: Romeo, l´inchiesta arriva a Roma
PAOLO BOCCACCI
18 DICEMBRE 2008, LA REPUBBLICA – ROMA

Negli atti dei pm la telefonata che accusa il deputato dei Democratici. “Hai parlato con quel Troiano? È questione di vita e di morte”

Lusetti (Pd) indagato: pressioni al Consiglio di Stato per l´appalto delle strade
«Hai parlato con quello di Troia, con quel Troiano? È questione di vita o di morte». «Sì, sto lavorando, Ci vedremo con il grande capo e ci sarà anche Troiano, stai tranquillo». Un colpo di telefono, un pomeriggio del 3 maggio dello scorso anno, dell´imprenditore Alfredo Romeo al deputato del Pd Renzo Lusetti su pressioni da fare al Consiglio di Stato per un ok all´aggiudicazione di un appalto, e lo scandalo della manutenzione delle strade di Napoli arriva a Roma, dove la Romeo ha vinto con una gara una concessione da 720 milioni in nove anni, contestata con ricorsi, per curare le martoriate vie della Capitale, piene di buche dal centro alla periferia. E lo scenario sembra quello di una guerra ancora tutta da combattere.

Caso Romeo, lo scandalo sbarca a Roma
“Lusetti (Pd) premeva sul Consiglio di Stato per l´ok all´appaltone strade”

«Hai parlato con quello di Troia, con quel Troiano? È questione di vita o di morte». «Sì, sto lavorando, Ci vedremo con il grande capo e ci sarà anche Troiano, stai tranquillo». Un colpo di telefono dell´imprenditore Alfredo Romeo al deputato del Pd Renzo Lusetti su pressioni da fare al Consiglio di Stato per un ok all´aggiudicazione di un appalto, e lo scandalo della manutenzione delle strade di Napoli arriva a Roma, dove la Romeo ha vinto una gara, contestata con ricorsi, per curare, a suon di milioni di euro, le martoriate vie della Capitale. E lo scenario sembra quello di una guerra ancora tutta da combattere.
Intanto nello studio dell´assessore ai Lavori Pubblici della Giunta Alemanno Fabrizio Ghera, sulla scrivania ecco in bell´evidenza: il provvedimento di luglio con cui affidava alla Romeo&Co., dove per Co. si deve leggere l´alleato forte, la Vianini di Francesco Gaetano Caltagirone, 47 lavori straordinari, dal rifacimento di via Nazionale a quello di via dei Fori Imperiali per un totale di 45 milioni. E quei tre foglietti di una memoria di giunta con cui, un mese e mezzo fa, prima che scattassero le manette napoletane, dava mandato, per inadempienza, agli uffici di «avviare la procedura di revoca del bando di gara e della conseguente aggiudicazione, nonché degli atti deliberativi che ne sono stati presupposto»..
Tre righe che a Roma hanno cominciato a mettere fine all´impero di Romeo. Cominciare è proprio la parola giusta, dato che, dall´aggiudicazione del maxi-appalto per la manutenzione straordinaria e ordinaria di 800 chilometri di vie della Capitale al prezzo di 720 milioni di euro in nove anni, non si era arrivati, da parte della giunta Veltroni e del suo assessore ai lavori Pubblici Giancarlo D´Alessandro, nemmeno alla firma del contratto, ma soltanto a un affidamento provvisorio.
Eh sì, perché da quel 30 novembre del 2006, quando, aperte le buste della gara, il Comune aggiudicò alla Romeo il maxi-bando, è cominciata la battaglia, a colpi di ricorsi, carte da bollo, studi di avvocati blasonati, come i Pellegrino di Corso Rinascimento, appelli all´Authority, sospetti di conflitti di interessi, pronunciamenti del Tar (due volte) e del Consiglio di Stato, e diffide, l´ultima partita pochi giorni fa. Insomma un cannoneggiamento tra le imprese in lizza, con molti proiettili caduti sul Campidoglio, conferenze stampa, audizioni in Consiglio comunale e proteste delle piccole imprese con tanti “basta con i giganti mangia maxi-appalti, è l´ora di dividere meglio i lavori pubblici».
Ma la lotta vera si combatte nei tribunali amministrativi. La Manital, un´azienda in corsa per l´appaltone, arrivata seconda, ricorre al Tar. Accusa la Romeo di non avere avuto le carte a posto per concorrere, ma non ci sarebbero solo i vizi formali, per i quali viene chiesta l´esclusione anche di una terza impresa, la Manutencoop. «Abbiamo evidenziato un conflitto di interesse, per noi evidente – spiega l´avvocato della Manital Gianluigi Pellegrino – Luigi Bardelli, fondatore di un consorzio associato, costituito al fine di partecipare alla gara, era al tempo stesso nel cda di Risorse per Roma, la Spa, controllata da Comune e Provincia, che aveva predisposto le regole e gli atti di gara e che aveva affiancato il Comune anche durante le fasi finali». Il Tar e l´Authority dei lavori Pubblici danno ragione alla Manital. Ma nel frattempo la Romeo ha presentato un ricorso incidentale, chiedendo che si accertasse che la Manital non poteva essere ammessa per motivi formali e non avrebbe potuto nemmeno ricorrere. Il Consiglio di Stato dà ragione a Romeo&Co. su questo punto, affrontando per il resto nel merito solo la questione del conflitto di interessi e affermando che il ruolo di Bardelli nel Cda non era tale da influenzare la gara. Ma in Comune , dove intanto continuano ad arrivare le diffide della Manital, forse anche per le sentenze Del Tar e dell´Authority, non si dà il via ad un contratto vero e proprio, solo ad un affidamento temporaneo dei lavori. Fino alla revoca che scatta all´inizio di novembre. E nel frattempo in via Nazionale e in via dei Fori Imperiali gli operai continuano a lavorare mettendo in fila i nuovi sampietrini.

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