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A Botteghe Oscure il vecchio sampietrino perde la sua battaglia.

Sampietrino © ph Valentina Cinelli

A Botteghe Oscure il vecchio sampietrino perde la sua battaglia.

di Edoardo Sassi
dal Corriere della sera del 09.08.05

Al suo posto un asfalto modernissimo.
Coinvolte anche le strade limitrofe a via dell’Ara Coeli.


Sampietrino addio, almeno in via delle Botteghe Oscure: l’intervento di rifacimento del manto stradale in una delle arterie più trafficate del centro storico è partito ieri e sarà completato in tempi record. Al posto del contestatissimo pavé – acerrimo nemico di tanti motociclisti – sarà collocato un asfalto di ultima generazione, che all’anagrafe tecnica risponde al nome di «conglomerato bituminoso», altamente drenante e fonoassorbente. Entro venerdì i lavori saranno finiti in un’area di 4.500 metri quadri, che coinvolge anche alcune strade vicine: via di San Marco, via dell’Ara Coeli e via degli Astalli (ma in quest’ultima strada l’intervento sarà effettuato più in là, non appena saranno terminati i lavori di restauro di un edificio e tolte le impalcature che occupano in parte la via). Costo totale dell’operazione: 300 mila euro.

E per l’addio al sampietrino si sono mossi ieri il sindaco Veltroni e l’assessore ai Lavori Pubblici Giancarlo D’Alessandro, in visita pomeridiana al cantiere. «Era una delle strade – ha spiegato Veltroni – che andavano ripensate. Non c’erano motivi storici per mantenere i sampietrini. Abbiamo scelto di lavorare nei mesi estivi per alleviare i disagi dei cittadini e far trovare la strada a settembre nelle migliori condizioni». Veltroni ha poi spiegato che l’intervento a Botteghe Oscure non è isolato, ma fa parte di un programma che ha già completato il rifacimento di 50 strade. «E altre 72 saranno rimesse a nuovo tra agosto e settembre, per un totale di interventi pari a sei milioni di euro», ha ricordato D’Alessandro.

Altri sampietrini saranno tolti, da oggi, anche su alcuni tratti di lungotevere (Gianicolense, Altoviti, Marzio e Tor di Nona). «L’idea – ha detto Veltroni – è quella di conservarli solo dove la loro presenza ha un senso. Altrimenti saranno utilizzati solo per aree pedonali». Resteranno, per ora, a piazza Venezia, uno dei punti più dissestati della città: «Anche qui sono partiti i lavori – ha detto Veltroni – e la piazza, ridisegnata in accordo con le soprintendenze, sarà comunque messa a nuovo. Vedremo poi se sarà il caso di procedere con altri accorgimenti». Oggi inoltre Veltroni incontra il ministro Pietro Lunardi: «Abbiamo una serie di progetti per grandi opere infrastrutturali – ha detto il sindaco – che potrebbero essere finanziate per modernizzare la città».

LA STORIA – I sampietrini fecero la loro comparsa sulle strade della Capitale a inizio ‘800. Fissati nel terreno con un impasto di sabbia e pozzolana, i blocchi di pietra lavica estratti dalle cave della Prenestina erano adatti ad assorbire i «carichi verticali» di carrozze e cavalli. Nella loro forma classica misurano 12 centimetri per 12 e hanno un’altezza di 15 centimetri. Dalla chiusura delle antiche cave, i sampietrini risultano introvabili. Le scorte fatte si sono esaurite nei tanti cantieri aperti in previsione del Giubileo del 2000. Si è ricorso più volte, quindi, a pietre di recupero ricavate da strade e piazze successivamente asfaltate o a sampietrini di importazione cinese. Negli anni è anche cambiato il sistema di fissaggio: i «serci» simbolo di Roma vengono adagiati su un letto di sabbia e cemento e le intersezioni sono chiuse con la stessa mescola.

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