Quanti sampietrini ci sono a Roma? Il conteggio del Comune sorprende: ecco 65 milioni di blocchetti in leucitite
Il Campidoglio dà i numeri: con i ciottoli simbolo della Capitale si possono coprire 100 chilometri di strade, da Roma Nord a Ostia e ritorno
Sembrava una missione improba. Al limite dell’impossibile. Qualcuno, però, alla fine li ha contati: a Roma ci sono 65 milioni di sampietrini. Ciottolo più, ciottolo meno, fa quantomeno sorridere l’immagine dello sventurato funzionario del dipartimento che si occupa dei lavori pubblici e della manutenzione dell’urbe chino sul lastricato capitolino.
Uno, due, tre… 65 milioni. In un gioco — qui alla contabilità si sovrappone l’algebra — rigorosamente a somma zero. Se si chiede al Comune di quanti blocchetti di basalto ha bisogno ogni anno e quanto spende per stendere quelli di nuova fattura, la risposta suonerà sorprendente: «Zero». Sì, zero. Perché con la quantità di cubetti a disposizione, non serve affannarsi troppo in nuovi ordini. Ogni sampietrino che lascia la sua dimora viene poi poggiato nella nuova. Non c’è bisogno di nuovi pezzi.
L’effetto è straordinario. E sono ancora una volta i numeri a venire in aiuto. Eccoli, preziosissimi nella complicata opera di restituzione delle proporzioni dell’impresa. Quei 65 milioni di sampietrini equivalgono a circa 100 chilometri lineari di strade. Per coprire questa distanza, indipendentemente dalla variabile impazzita del traffico che per gli statistici fa somigliare Roma a Bogotà, bisogna arrivare a Ostia da Ponte Milvio per poi compiere il viaggio di ritorno. In bocca al lupo.
La superficie complessiva, distribuita sulle 800 strade in cui si affaccia l’acciottolato romano che piace ai turisti nella stessa misura in cui fa disperare gli ammortizzatori dei romani, copre un milione di metri quadrati. Altro confronto. Chi si trova a passeggiare lungo i viali di Villa Borghese provi a guardare a terra. Se mai il Campidoglio decidesse di rivestirla interamente di sampietrini rimarrebbero ciottoli a sufficienza per riprendere il lavoro da capo e fermarsi più o meno a metà dell’opera.

Fantapolitica. Ma va pure detto che di idee bislacche ce ne sono state a bizzeffe. Dai cestini a forma di urna dell’era Raggi all’incredibile tentazione di eliminare i numeri romani balenata quando in Campidoglio c’era Ignazio Marino, senza scomodare le pecore tosaerba sempre di concezione grillina, la Città Eterna negli ultimi anni può dire di averne viste di ogni colore. Quello dei sampietrini, invece, è sempre lo stesso. Grigio, scuro, capace di replicarsi 65 milioni di volte. Numero frutto dello straordinario conteggio del dipartimento ai Lavori pubblici. Per gli appassionati di burocrazia, il Csimu.
[ via Repubblica.it | 9 aprile 2024 ]
