Er sampietrino, Stefano Agostino

Er sampietrino

Sei ‘n cubo, si scavato, sei massiccio,
sei ‘n sercio quadro, intento a fa’ la fila,
co’ l’artri appiccicato, in diecimila,
come in un “pazzol”, pe’ copri’ er tèriccio.

Accatastato sopra a quela pila,
t’hanno appoggiato lì, chè davi ‘mpiccio,
chissà a chi je s’è sciorto quer capriccio,
e aspetti che quarcuno t’arinfila.

Come si fosse solo che n’inezzia,
te vònno toje, pe’ cola’ l’asfarto
e rifa’ er fònno de Piazza Venezzia.

Ma, dico io, st’idee de chi so’ parto?
‘nvece d’enventasse sta facezzia,
perché nun va via lui, pezzo de scarto?

Stefano Agostino

ph @smau_76

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