Sampietrino © ph Valentina Cinelli

«Non dare priorità solo all’estetica»

di Davide Desario
da Il Messaggero 24.09.2005

“Selciato romano”. E’ il titolo del libro scritto dall’architetta Ludovica Cibin, 33, anni romana del quartiere Prati: 175 pagine che rivelano segreti e ragioni dello storico sampietrino.

Come mai un libro sui sampietrini?
«E’ la conseguenza della mia tesi di laurea che aveva come tema il recupero di una cava di selce dismessa ai Colli Albani. Studiando ho scoperto tante cose che ho raccolto nella prima pubblicazione dedicata al sampietrino».

Ma sono così importanti questi selciati per Roma?
«Negli ultimi anni si fa grande attenzione al volto “verticale” della città: alle facciate dei monumenti e degli edifici storici, all’invadenza delle pubblicità e al rispetto dei prospetti. Ma si trascura la “faccia orizzontale” che, invece, ha la stessa importanza».

E’ d’accordo o è contraria alla scelta del Comune di rimuovere i sampietrini dalla strade ad alto scorrimento?
«Dipende. I recenti interventi effettuati nei pressi del Pantheon mi hanno lasciata perplessa: sono utilizzate tessiture differenti da quelle classiche. Si è data proprità all’estetica piuttosto che alla funzionalità e i risultati sono sotto gli occhi di tutti».

Quindi cosa consiglia.
«Credo che non si debbano fare certe scelte solo valutando criteri di economicità e comodità a breve termine. I sampietrini fatti a mano e disposti a mano rispettando tutti i criteri (giunti al massimo di 7 millimetri) formano un manto stradale che dura nel tempo e nel lungo periodo risultano addirittura più economici di qualsiasi asfalto. E quasto vale anche per le vibrazioni: se il sottofondo dei sampietrini è ben pressato le vibrazioni diminuiscono moltissimo».

E il fattore sicurezza?
«Toglierei i sampietrini solo dalle strade ad altissimo scorrimento. Come i Lungotevere. Ma nel resto della città li lascerei lì dove sono. Senza dubbio».

Anche a piazza Venezia?
«Assolutamente. Il selciato di piazza Venezia utilizza dei sampietrini speciali a metà strada tra i classici “quadrucci” e le “guide”. E’ qualcosa di raro e unico. Non può essere rimosso».

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