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Il Piano Sampietrini del Sindaco Marino. Cosa è cambiato dal 2014?

Il Piano Sampietrini del Sindaco Marino. Cosa è cambiato dal 2014?

A cura di Ilaria Falconi

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Laurea in Scienze Ambientali (2014) con specializzazione in Monitoraggio e Riqualificazione Ambientale (2016) presso l’università di Roma “La Sapienza”, master di II livello in analisi e mitigazione del rischio idrogeologico (2019)

 


 
• I sampietrini e Roma • pt. 2

Vi ricordate il piano Sampietrini del Sindaco Marino? Cosa è cambiato dal 2014?

Assolutamente nulla in quanto il Comune di Roma realizzerà un progetto vecchio di 5 anni.
Questa Amministrazione non aveva come obiettivi principali: la tutela ambientale e l’innovazione?
È stato effettuato uno studio preliminare della natura geomorfologica e idrogeologica della superficie interessata dai sampietrini?

La natura del sottosuolo di Roma (ricco di cavità naturali e artificiali e di acque libere) è all’origine di infiltrazioni e cedimenti di diverse gravità: gli interventi di risanamento stradale,quindi, devono tenere conto degli studi geologici e idrogeologici dei flussi di acque libere del sottosuolo della città.

L’identità storica della città è stata tutelata?

I sampietrini sono stati utilizzati per la pavimentazione delle strade di Roma dal XVI secolo.
Nel dettaglio, Via Nazionale, realizzata in epoca umbertina, rappresenta un unicum nel contesto urbanistico della città in quanto il
porfido rosa valorizza il prestigio della strada.

Il modello di città futura auspicato da questa Amministrazione non prevedeva una progressiva diminuzione del traffico veicolare?

In tempi non sospetti, è stata consegnata alla Sindaca Raggi una relazione tecnica sui sampietrini, che ad ogni buon fine si allega.
Detta relazione è stata elaborata da un tavolo di lavoro interdisciplinare che ha esaminato i costi – benefici derivanti dall’utilizzo dei sampietrini sotto l’aspetto storico, artistico, culturale, occupazionale e, specialmente, ambientale.

Un piano corretto dovrebbe risolvere le problematiche inerenti la gestione dei sampietrini. Attualmente, infatti, si evidenzia l’assenza di manutenzione; l’errata sigillatura dei giunti; l’errata disposizione dei sampietrini (il disegno, infatti, non è solo decorativo, ma anche funzionale); l’assenza del personale qualificato (selciarolo) per la posa e la manutenzione dei sampietrini e l’assenza del personale (selciatori) per l’estrazione, la lavorazione e la realizzazione dei selci.
I lavori di posa realizzati fino ad oggi sono stati eseguiti male ed in fretta.

In conclusione, gli amministratori che svolgono il loro lavoro come burocrati rinchiusi nelle aule del palazzo non migliorano la città.
Un amministratore dovrebbe avere le seguenti caratteristiche/doti fondamentali: proattività, onestà, curiosità, creatività, voglia di confrontarsi con le altre città, regioni e Paesi al fine di analizzare le criticità e prendere spunto per le soluzioni.

Marino: “Toglieremo i sampietrini, e partiremo da via Nazionale”
RomaToday – 15.10.2014

Roma, via i sampietrini: ecco il piano
di Flavia Schicchitano
11.09.2019 – Leggo

[ Articolo originale ]

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