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Piano Sanpietrini: alcune domande – di Ilaria Falconi

Piano Sanpietrini: alcune domande – di Ilaria Falconi

A cura di Ilaria Falconi

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Laurea in Scienze Ambientali (2014) con specializzazione in Monitoraggio e Riqualificazione Ambientale (2016) presso l’università di Roma “La Sapienza”, master di II livello in analisi e mitigazione del rischio idrogeologico (2019)

 


 

I Sampietrini e il piano del Comune di Roma per la loro rimozione dalle vie storiche a scorrimento veloce e trafficate, come via Nazionale, viale Aventino e via IV Novembre, e la loro successiva ricollocazione in 113 vie, per lo più pedonali.
[ approfondimento ]

Alcune domande sorgono spontanee.

 

1. È stato effettuato uno studio preliminare della natura geomorfologica e idrogeologica della superficie interessata dai sampietrini?

La natura del sottosuolo di Roma (ricco di cavità naturali e artificiali e di acque libere) è all’origine di infiltrazioni e cedimenti di diverse gravità: gli interventi di risanamento stradale,quindi, devono tenere conto degli studi geologici e idrogeologici dei flussi di acque libere del sottosuolo della città.

 

2. L’identità storica della città è stata tutelata?

I sampietrini sono stati utilizzati per la pavimentazione delle strade di Roma dal XVI secolo.
Nel dettaglio, Via Nazionale, realizzata in epoca umbertina, rappresenta un unicum nel contesto urbanistico della città in quanto il
porfido rosa valorizza il prestigio della strada.
I sampietrini devono essere tutelati come bene storico ed architettonico, come già indicato dalla legge n. 1089 del 1939 che prevedeva, fra l’altro, la conservazione nei centri storici delle pavimentazioni originarie, ai sensi del D.L.vo n. 42 del 22 gennaio 2004 (Codice dei Beni culturali e del paesaggio).
I sampietrini assicurano il continuum orizzontale e verticale che connette il patrimonio archeologico, i monumenti storici ed i palazzi della città.

 

3. Il modello di città futura auspicato da questa Amministrazione non prevedeva una progressiva diminuzione del traffico veicolare?

Le caratteristiche dei sampietrini:

A. Sono a Km zero (le cave di selce non sono esaurite), ecologici, riciclabili (ad es. in casi di lavori di ripristino i cubetti possono essere asportati, puliti e posati nuovamente innumerevoli volte) e drenanti. La permeabilità e la traspirazione del terreno è resa possibile dagli spazi presenti tra i ciottoli. I sampietrini facilitano il convogliamento dell’acqua piovana verso le linee di compluvio. La capacità drenante dipende dalla tipologia di giunzione delle fughe adoperata.
I sampietrini sono resistenti agli eventi atmosferici (gelo o calore) e si adattano molto facilmente all’ irregolarità del terreno (ad es. cambi di pendenza o curve).
I sampietrini, essendo di materiale naturale, sono prodotti con emissioni di anidride carbonica pressoché nulle, a differenza dell’asfalto.
La manutenzione del sampietrino rispetto all’asfalto è più costosa e difficile, ma dura molto di più; basti pensare che sono passati 14 anni dall’ultimo rifacimento di Piazza Navona.
L’elemento in selce reagisce alle sollecitazioni veicolari non solo singolarmente, ma unitamente agli altri componenti il selciato. La resistenza offerta dalla tessitura complessiva non è una somma delle resistenze dei singoli pezzi, ma la risultante di una sinergia dovuta al corretto posizionamento dei selci.
Infine, il sampietrino disperdendo il calore della città influisce positivamente sull’isola di calore.

B. Per garantire il potere drenante e la resistenza agli agenti esogeni e all’intenso traffico veicolare del sampietrino, occorre effettuare una corretta posatura dei selci e le tipologie di sigillatura con risello o resina poliuretanica monocomponente a bassa percentuale di isocianato.

C. Un piano corretto dovrebbe risolvere le problematiche inerenti la gestione dei sampietrini. Attualmente, infatti, si evidenzia l’assenza di manutenzione; l’errata sigillatura dei giunti; l’errata disposizione dei sampietrini (il disegno, infatti, non è solo decorativo, ma anche funzionale); l’assenza del personale qualificato (selciarolo) per la posa e la manutenzione dei sampietrini e l’assenza del personale (selciatori) per l’estrazione, la lavorazione e la realizzazione dei selci.
Infine, i lavori di posa realizzati fino ad oggi sono stati eseguiti male e in fretta.

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