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Quando la selce incontra l’arte: Laura della Gatta e le Pietre Urbane in mostra

Quando la selce incontra l’arte: Laura della Gatta e le Pietre Urbane in mostra

Roma e l’arte sono un binomio storico e inscindibile da sempre. Tutto, in questa città, regala suggestioni e ispirazione a chi vi transita. Anche una semplice pietra a terra, anche il semplice sampietrino.

Così è stato per Laura della Gatta, romana dal 1967, con il suo intervento urbano domestico super-monumentale. Pietre Urbane consiste nell’azione più o meno quotidiana di Laura di raccogliere sampietrini e altre pietre urbane o loro frammenti, forgiate per l’arredo urbano, abbandonate o espulse naturalmente dal terreno e dalla strada, inutilizzate.

“Queste pietre scure abbandonate sui cigli delle strade romane, che piano piano si ricoprono di muschio ed erbacce, mi hanno suggerito che potevano ricoprirsi di nuove trame… tessiture vegetali, trasformate già in indumenti.” Così descrive Laura l’origine della sua ispirazione, avvenuta quando un fortuito inciampo su un sampietrino espulso da alcune radici, ha catturato la sua attenzione e le ha fatto osservare la città con un occhio diverso.
“Mi piace molto fotografarli nel momento stesso del recupero – continua l’artista – poiché i luoghi possano essere ricordati. Spesso invece si rimandano i ripristini poiché è richiesta manodopera specializzata. Il mio è anche un atto artistico per esorcizzare il timore dell’incuria e dell’abbandono.”

Dopo la raccolta e l’appropriazione temporanea, il sampietrino viene rivestito con materiale tessile – indumenti usati, personali o di amici e conoscenti, trovati nei mercatini rionali di ogni dove –  accuratamente calzato e cucito a mano.
La fotografia della scultura generata è l’ulteriore traduzione linguistica del processo creativo. L’azione del rivestimento è a volte compiuta direttamente sul luogo, quando dimensioni e peso non ne consentono il prelevamento.

Pietre, tessuto e natura; scultura, fotografia e video sono gli strumenti che Laura della Gatta utilizza per effettuare questa trasformazione: un oggetto di uso comune o impossibile da impiegare attraverso questa metamorfosi viene riabilitato e investito di un nuovo valore. Il significato prezioso, che è attribuito a un materiale di scarto, è certamente un motore forte con cui l’artista dichiara la sua intima meditazione sul mondo.

Ma poi di queste pietre che se ne fa? “Prendo tali pietre diciamo “in prestito”: sono pronta a togliere la loro nuova pelle tessile che le avvicina a noi e quasi le umanizza qualora mi venissero richieste. L’intervento infatti è assolutamente removibile come un abito che dopo essere smesso mantiene le forme di chi lo ha indossato.”*

Ma come il sasso, pur essendo un elemento inerte, ha una sua vitalità e storia che si esprime attraverso la fodera cucita ad hoc per l’occasione (Pietre urbane), anche per i rami dell’albero continua il processo artistico, venendo fasciati da braccialetti di buon augurio per una rigogliosa crescita (Passamanerie).
Processi e trasformazioni che sono esposti dal 13 novembre alla Galleria Gallerati, in Extender System, una mostra personale di Laura della Gatta a cura di Noemi Pittaluga. Un evento per scoprire nuovi aspetti e interpretazioni della città e della sua tradizionale tessitura stradale.

 

 

Extender System

13 novembre – 17 dicembre 2014
Inaugurazione (alla presenza dell’artista): giovedì 13 novembre 2014, ore 19.00 – 22.00
Galleria Gallerati
Via Apuania, 55 – 00162 Roma – Tel. +39.06.44258243
info@galleriagallerati.it – www.galleriagallerati.it

 

* Le pietre urbane vestite resteranno “in custodia” dell’artista o di terzi (collezionisti – gallerie- musei) che se ne serviranno ad esclusivo scopo artistico, fino ad eventuale richiesta di restituzione da parte dei Comuni interessati.
Solo in quel caso “la pelle tessile” di rivestimento sarà rimossa e ulteriormente trattata.

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