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I sampietrini, un patrimonio da salvare

I sampietrini, un patrimonio da salvare

Sabato 3 Settembre 2005 Il Messaggero

Lo ha deciso il Campidoglio, che li sta rimuovendo dalle strade più trafficate per spostarli nelle piazze e nelle vie pedonali. I nostalgici già li rimpiangono, i motociclisti e gli automobilisti plaudono alla loro scomparsa. E la diatriba finisce anche sul New York Times con Ian Fisher che, nell’edizione di giovedì scorso, ha messo a confronto chi sostiene che i sampietrini siano il simbolo di un’antichità peculiare della Città eterna e chi, invece, ritiene che questi siano superati.
E se a Roma stanno sparendo i selciaroli , ovvero gli operai capaci di posizionare queste pietre, in Corea hanno già pronto un surrogato perfetta copia dell’originale, ma non con le stesse qualità. Così i sampietrini, piccoli rombi in basalto – 71 in un metro quadrato – stanno progressivamente abbandonando strade celebri della Capitale, dove si trovavano dai primi dell’800. Ma se duecento anni fa il traffico era composto per lo più da uno sparuto numero di carrozze, oggi tra jumbo bus, automobili veloci, moto di grande o piccola taglia, i poveri sampietrini non hanno retto a tanta tecnologia: e allora ecco i sempre più diffusi avvallamenti del manto stradale, spesso responsabili della caduta dalla sella degli amanti delle due ruote.
Da qualche tempo, e soprattutto in questi ultimi giorni, l’amministrazione capitolina ha deciso in accordo con le soprintendenze di eliminarli ove possibile, sostituendoli con l’asfalto, ma anche di ripristinarli e in qualche caso metterli in posa ex novo nelle aree pedonali. «È così a via del Sudario – spiega l’assessore ai lavori pubblici del I municipio Nino Palermo – a via della Maddalena dietro al Pantheon, a via di Campo Marzio e via del Governo Vecchio. A Trastevere, dove non ci sono strade di grande viabilità, saranno mantenuti».
Sulle strade di grande viabilità i sampietrini possono diventare davvero dannosi: «Sia da un punto di vista di inquinamento acustico che statico – spiega il direttore tecnico del I municipio Domenico Di Paolo – Il sampietrino infatti, essendo molto rigido, non ammortizza gli urti e restituisce tutta l’energia ai bordi della strada, intaccando le fondamenta degli edifici. Il problema è più grave ove queste sono più superficiali, come nel caso di via Nazionale». Sui Lungotevere, in via Po e in via Cavour sono stati asportati e sostituiti con l’asfalto. Per piazza Venezia, invece, è allo studio un progetto ad hoc.

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