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Via Nazionale, asfalto sì o no? E subito è dibattito sul restyling

Via Nazionale, asfalto sì o no? E subito è dibattito sul restyling

Via Nazionale, asfalto sì o no? E subito è dibattito sul restyling
Repubblica — 04 settembre 2004 pagina 3 sezione: ROMA

Sanpietrini sì, sanpietrini no, ma soprattutto sanpietrini dove. All’ indomani dell’ intervista rilasciata a Repubblica dall’ assessore ai Lavori pubblici Giancarlo D’ Alessandro – «Via i sanpietrini da via Nazionale dove metteremo l’ asfalto fonoassorbente: verranno destinati alle isole pedonali» – arrivano i commenti. «Mia figlia vive in via Nazionale – dice Gianni Battistoni, presidente dell’ associazione commercianti di via Condotti – e non campa più. I palazzi della zona hanno vibrazioni e crepe; alcuni sono pericolanti. Doverosa la decisione dell’ assessore». «Giusto mettere mano a via Nazionale – dice Viviana Di Capua, coordinatore dell’ associazione abitanti Centro storico – dove, come in via Milano, esistono problemi seri di stabilità ai palazzi, per le vibrazioni dovute al traffico pesante. Purtroppo le isole pedonali dove finiranno i sanpietrini sono ingombre di auto blu: chi dovrebbe dare il buon esempio, ai cittadini, finisce con l’ ottenere l’ effetto contrario». Giuseppe Lobefaro, presidente del municipio I, plaude il Campidoglio: «Giusto togliere i sanpietrini da tutte le zone ad alto traffico. E circa l’ asfalto fonoassorbente, noi abbiamo già cominciato l’ opera a via Volturno e via Cavour». Lobefaro avanza un suggerimento: «Conservare, inventariare, censire le vecchie pietre, oltre a riutilizzarle: noi abbiamo già cominciato». Sanpietrini dove: se ne preoccupa anche Massimiliano Fuksas. «La città – dice l’ architetto – non ce la fa più, e tre erano le soluzioni possibili: imparare a rimettere i sanpietrini, cosa che non sappiamo più fare perché adesso i mattoncini arrivano da Cina o Vietnam, o togliere le auto o togliere il vecchio manto stradale: l’ ultima è la scelta più facile, ma anche la più pragmatica». Anche per Fuksas è importante conservarli: «Presto organizzeremo un dibattito sul tema Dove vanno a finire i sampietrini? Perché purtroppo spariscono, magari nottetempo, per andare nelle ville dell’ Appia, per esempio». Antonello Venditti inizialmente ci scherza su: «Io in campagna ho i sanpietrini in giardino: se ne avanzano un po’ … Seriamente: la cosa che conta di più è la sicurezza di persone e cose». Parole simili da Gigi Proietti: «Non sono i sacri pini di Roma, e non so se i pedoni li amino: bene che non si perdano, e che vadano in isole pedonali dove i romani possano vederli passeggiando». Non solo plausi: Alleanza nazionale attacca D’ Alessandro: «La questione – dice il consigliere comunale Marco Marsilio – fu affrontata meno di dieci anni fa, quando la strada venne completamente rifatta. Che si preparino nuove spese inutili, mentre altre strade avrebbero maggiori necessità di intervento?». Consenso invece dal coordinamento dei pendolari romani: «I lavori agevoleranno le migliaia di utenti che transitano giornalmente su una delle strade commerciali più importanti di Roma». Ennio Morricone racconta di sua moglie che, mentre passeggiava con lui, ebbe qualche problema «per un tacco impigliato tra i sanpietrini. L’ idea del Comune? Bene anche per chi va in bicicletta o in motorino, ma togliere i sanpietrini costa, e Roma ha problemi più importanti come le associazioni musicali che non vanno avanti». Questa però è un’ altra storia. – GABRIELE ISMAN

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