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E l’Appia Antica torna com’era

E l’Appia Antica torna com’era

Operazione restyling: basoli, sampietrini e una corona di prati
di Cecilia Gentile da La Repubblica del 24/05/2002

Basoli e sampietrini al posto delle discariche e delle buche, illuminazione con lampioni d’epoca, prati lungo la strada. Rinasce un altro pezzo dell’Appia Antica, quello compreso fra il grande raccordo anulare e via degli Armentieri.
«E’ soltanto mezzo chilometro, ma è il primo passo per completare il restauro di tutta la via, fino ai comuni di Ciampino e di Marino», spiega l’archeologa Rita Paris, della Soprintendenza di Roma, che ha firmato il progetto insieme all’architetto paesaggista Massimo De Vico Fallani e ad Antonio Mucci, della Sovrintendenza comunale.
I lavori dei primi 500 metri partiranno il prossimo settembre e dureranno otto mesi. I fondi, due miliardi e mezzo, sono stati trasferiti alla Soprintendenza dall’Anas e fanno parte del pacchetto utilizzato in occasione del Giubileo per l’interramento del Gra, che tagliava in due la Regina Viarum.
«Grazie a questo imponente intervento strutturale continua ancora Rita Paris, responsabile dell’Appia Antica per la Soprintendenza è stato possibile ricucire una ferita aperta negli anni ’50. Adesso l’operazione va completata con la sistemazione del nuovo scenario».
L’Appia Antica oltre il Gra assumerà le stesse sembianze del lungo tratto restaurato due anni fa da Porta San Sebastiano al raccordo. Il modello è sempre la sistemazione che alla strada diede Luigi Canina nell’Ottocento: macere e crepidini ai margini della via, cioè muretti a secco e bordi dei marciapiedi.
Durante gli scavi per l’interramento del Gra sono venuti alla luce ampi tratti di basolato che verranno ripristinati. La pavimentazione sarà completata con sampietrini messi a disposizione dal Comune, a sottolineare la continuità con il precedente restauro e con il basolato romano, visto che il materiale è sempre basalto. Infine, a titolo sperimentale, l’Anas installerà un impianto di illuminazione, sotto la direzione della Soprintendenza di Stato.
Nel frattempo, sono già iniziati i lavori di sistemazione paesaggistica sopra il Gra secondo un progetto affidato dall’Ente parco all’architetto Lidia Soprani. L’obiettivo è quello di mitigare e occultare l’impatto visivo del raccordo usando schermature di siepi e alberature.
Ora il problema è trovare i fondi per il tratto successivo a via degli Armentieri. La parte che ricade nei comuni di Marino e Ciampino è stata inserita in un progetto di riqualificazione urbana (Prusst) che attende finanziamenti dalla comunità europea. Per il tratto romano la soluzione è ancora da trovare.

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