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‘Il sampietrino non si tocca’ un comitato per difenderlo

‘Il sampietrino non si tocca’ un comitato per difenderlo

‘Il sampietrino non si tocca’ un comitato per difenderlo
Repubblica — 08 aprile 2002 pagina 2 sezione: ROMA

Sampietrino, guai a chi lo tocca. A difesa del selcio romano si mobilitano il senatore Athos De Luca, che annuncia una raccolta di firme, e l’ attore Giorgio Bracardi, che vuole fondare un comitato di cittadini per la tutela e la valorizzazione del sampietrino. «I sampietrini sono qui da cinque secoli – protesta Bracardi – Improvvisamente arriva un amministratore che lancia l’ idea di rimuoverli. E con quali motivazioni? Non reggono la pressione del traffico e dei jumbo bus. Allora, dico io, vogliamo trasformare le strade della città in autostrade? Tutte le città europee eliminano i motori e noi vogliamo eliminare i sampietrini per far andare più veloci i veicoli? Niente affatto: la gente si deve abituare ad andare a piedi e ad usare i bus elettrici». Sulla stessa linea il senatore De Luca, presidente del circolo della Margherita “Città nostra”, che si occupa di decoro urbano e ambiente: «Il cuore della capitale deve essere sempre più a favore dei pedoni. Deturpare la città a vantaggio delle macchine vuol dire fare un passo indietro. Il sampietrino è un patrimonio di Roma, spendere soldi per una buona esecuzione dei lavori e per una manutenzione costante è un vero e proprio investimento, che porta un ritorno nel turismo e nel decoro della città». Dunque: «Togliamo pure i sampietrini dalla Tiburtina, dalla Prenestina e dalle altre strade di periferia dove si può mettere l’ asfalto, ma riutilizziamoli per le strade del centro». De Luca propone di mettersi alla ricerca di sponsor che possano appoggiare su vasta scala l’ operazione sampietrino. «Per gli sponsor – dice – sarebbe un affare, perché «avrebbero un grande ritorno d’ immagine». Ancora Bracardi: «Roma non è come New York. Qui certe scelte non si possono fare. I newyorkesi e gli altri turisti che vengono nella capitale vogliono vedere il sampietrino, mica l’ asfalto. Non c’ è più chi produce sampietrini? Allora insegniamo questo mestiere nobilissimo agli extracomunitari che non hanno lavoro, così li togliamo dalla strada e riduciamo anche il rischio della microcriminalità». «Facciamo come a piazza del Pantheon – propone De Luca – Negli anni passati era stata barbaramente asfaltata, poi, con i restauri, è stato ripristinato il selciato, usando materiale di riciclo. Continuiamo l’ opera con le altre strade e piazze del centro storico». A questo proposito, un monitoraggio è già stato fatto. Ci ha pensato l’ architetta Ludovica Cibin, che si è laureata in Storia dell’ architettura contemporanea con il professor Giorgio Muratore. Nella sua tesi dedicata al sampietrino ha inserito un elenco di strade e piazze del centro un tempo arredate con il selciato e successivamente asfaltate. Per esempio: via del Governo Vecchio, via dei Banchi Vecchi, via del Seminario, via del Banco di Santo Spirito, via della Fontanella Borghese, via Condotti, via della Maddalena, via di Campo Marzio, via Frattina, via della Mercede, via di Propaganda, via del Nazareno. – CECILIA GENTILE

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