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Vie di sampietrini o d’asfalto?

Vie di sampietrini o d’asfalto?

Ora è polemica tra i Municipi
di Cecilia Gentile da La Repubblica del 14.02.2002

“Non facciamo lo stesso errore dei tram, che prima abbiamo eliminato dalla città, poi ci siamo accorti che erano necessari e li stiamo riattivando con costi enormi”.
Marco Noccioli, consigliere delegato alla Città storica, ha un’idea molto precisa sui sampietrini: sono una particolarità di Roma, bisogna lasciarli anche nelle strade aperte al traffico, non solo nelle aree pedonali, come invece propone l’Assessore ai Lavori pubblici Giancarlo D’Alessandro. “il vero problema è un altro – dice – la cattiva esecuzione dei lavori. Si è persa la manodopera. Per questo le strade appena restaurate cedono subito. Basta vedere il tratto rifatto recentemente in Via Nazionale: sta peggio di quello non toccato”. Eccoli i mali nella messa in opera secondo Noccioli: il capitolato d’appalto prescrive che tra un sampietrino e l’altro ci siano al massimo 5 millimetri di spessore. Non solo la disposizione non è rispettata, ma per colmare lo spazio tra un cubetto e l’altro, invece della sabbia gli operai fanno colare l’asfalto. Il delegato della città storica smonta le argomentazioni dei nemici del sampietrino”. “Le vibrazioni? Non è vero che l’asfalto è più assorbente. Isampietrini risultano più rigidi perché sotto non viene più sistemato lo strato di sabbia che deve fare da ammortizzatore”. Ancora, “Una ricerca della Sapienza prova che intorno a Roma è pieno di cave – racconta Noccioli – dunque bisogna creare e valorizzare nuove figure professionali che si rimettano al lavoro per produrre nuovi sampietrini”. Nel dibattito intervengono anche i presidenti dei municipi. Decisamente a favore del sampietrino è Sandro Medici, del Decimo: “Non è solo un problema tecnico. Qui si parla della memoria della città, di un elemento di arredo urbano che fa parte dell’immaginario collettivo. Piuttosto che toglierli io mi batterei per ripristinarli nel mio municipio, per esempio al Quadraro e al Quarto Miglio dove sono stati incautamente rimossi anni fa”. Giuseppe Lobefaro, presidente del primo municipio , vuole sollecitare una riflessione all’interno del consiglio che produca un atto di indirizzo. Nel frattempo, esprime la sua opinione, condivisa dal suo assessore ai lavori pubblici, Tonino Palermo: “Non trasformiamo Roma in una città qualsiasi, Via Nazionale lasciamola com’è. Ve la immaginate con l’asfalto, liscia come una palla da biliardo, mentre auto, moto e mezzi pubblici sfrecciano a tutta velocità?”. Possibilista Orlando Corsetti, del III Municipio, dove via Tiburtina e via di Porta Labicana hanno i sampietrini. “Il catrame non mi piace, ma per queste strade, che sono a intensa viabilità, darei la priorità alla sicurezza e metterei l’asfalto”.

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